Suono forti e deboli
Il ritmo è una regolare successione di suoni di unità metriche uniformi, ciascuna caratterizzata da una costante disposizione di accenti.
Ciascuna “unità metrica” si chiama battuta e per indicare la durata di ciascuna battuta.
Per spezzare una battuta dall’altra, il compositore si serve di righe verticali dette spezzabattute.
Per indicare gli accenti costanti da attribuire a ciascuna nota delle battute, all’inizio del pentagramma, subito dopo la chiave di violino, si pone una frazione che indica:
- La durata di ogni battuta.
- La disposizione degli accenti in ciascuna battuta.
Battute o misure con movimenti binari
Ogni battuta è composta di movimenti (o accenti principali).
- Il ritmo dato dalla frazione di 2/4 (un accento forte seguito da uno debole) si dice binario, parola derivata dal latino binarius, che significa “ due per volta”.
- Il ritmo dato dalla frazione ¾ (un accento forte seguito da due deboli) si dice ternario, dal latino ternus, che vuol dire” tre per volta”.
- Quello prodotto dalla frazione 4/4 si dice quaternario, perché possiede quattro accenti per battuta.
Nei ritmi da 2/4, 3/4, 4/4, l’accento principale cade sull’attacco di ciascuna nota del valore di ¼.
Il movimento da ¼ può essere suddiviso in due ottavi (1/8 +1/8 = ¼).
Ciascun ottavo comprende un accento che lo caratteristica:
- Forte (+), Mezzoforte (┴) o debole (-) se si trova all’inizio dei quarti che compongono la battuta.
- Molto debole (*) se si trova nelle altre posizioni.
Anche l’unità di misura (1/4) dei tempi da 2/4, ¾, 4/4 è quindi binaria, poiché composta di due accenti: uno forte o debole (a seconda della posizione della battuta) e l’altro debolissimo. Le note inferiori all’ottavo possiedono accenti ancor più deboli (indicati con un segno “▪”).
Negli spartiti i segni + ┴ – * ▪ non sono scritti, perché sono specificati dalla frazione posta all’inizio del pentagramma.
Battute con movimenti di ritmo ternario
Vi sono anche battute composte da movimenti con ritmo ternario: 3/8, 6/8, 9/8, 12/8.
- Nella battuta da 3/8 gli accenti sono disposti costantemente, per ogni nota da 1/8, in questo modo: + * * (un accento principale forte “+” e due secondari molto deboli “*”).
3/8, essendo composto da un solo accento forte e da due debolissimi, indica una battuta ternaria (composta da tre accenti) in un movimento ( in quanto possiede un solo accento principale).
- Nella battuta da 6/8 gli accenti sono costantemente disposti per ciascuna nota da 1/8, in questo modo + * * – * * questa battuta quindi è binaria, perché caratterizzata da due movimenti ( uno forte e uno debole), ma da tre accenti (ternari).
- La battuta da 9/8 è ternaria con movimenti ternari, in quanto costituita da tre movimenti (+ – -) e da tre accenti per movimento. +** -** -**
- La battuta da 12/8 è quaternaria con movimenti ternari, perché costituita da quattro movimenti (+ – ┴ -) e da tre accenti per movimento.
Trasformazione di battute e movimenti da binari a ternari e viceversa.
A volte, per rendere il brano ritmicamente più accattivante, il compositore può modificare una battuta, un movimento o anche solo un frammento di movimento da binario a ternario o viceversa.
In questo caso può operare in due modi diversi:
- Cambiare la frazione che indica la battuta.
- Utilizzare alcune figure particolari.
La terzina
Una terzina è un gruppo di tre note che, nel loro insieme, possono avere la durata di ¼, 2/4, 4/4 o valori sottomultipli del quarto (1/8, 1/16).
Il valore totale delle tre note corrisponde al valore totale di due figure della stessa specie.
Se ogni nota da 1/8 valesse tre secondi, ogni ottavo della terzina avrebbe una durata di due secondi.

La terzina da ¼
La terzina da ¼ è formata da tre note da 1/8 l’una con l’indicazione “3” posta sopra o sotto il gruppo stesso.
Gli accenti presenti su ogni nota di questa terzina sono disposti in questo modo:
- Un accento forte (+), mezzo forte (┴) o debole (-) a seconda della posizione della battuta ( sul primo, secondo o terzo movimento);
- Altri due accenti debolissimi (▪).
Regola: La terzina da ¼ va eseguita allo stesso tempo del movimento da ¼.
Se, quindi, l’indicazione metronomica fosse
=60, la terzina andrebbe eseguita in un secondo.

La terzina da 1/8
La terzina da 1/8 è composta da tre note da 1/16 l’una, sempre con un “3” posto sopra o sotto il gruppo di note.
Il valore totale di queste tre note deve corrispondere alò valore totale di due figure della stessa specie.
Questa terzina dovrà naturalmente essere eseguita con una velocità doppia rispetto a quella da ¼.
La terzina da 2/4
La terzina da 2/4 è formata da tre note da ¼ l’una con l’indicazione del numero “3” posta sopra o sotto il gruppo stesso. Il valore totale di queste tre note deve corrispondere al valore totale di due figure della stessa specie.
Si possono realizzare terzine anche con l’inserimento di pause musicali.
La duina
La duina si applica quando si vuole trasformare un movimento da ternario a binario. Si usa nelle battute ternarie e il suo effetto è l’opposto di quello della terzina.
Una duina è costituita da due note, al di sotto o al di sopra delle quali è indicato un numero “2”, che complessivamente assumono il valore di tre figure della stessa specie. La duina possiede due accenti: uno dato dalla posizione del movimento, l’altro debolissimo.
La quartina
Anche la quartina trasforma il movimento da ternario a binario. È, infatti, costituita da 4 note che assumono il valore complessivo di tre note della stessa specie.

Altri gruppi irregolari
Un movimento o una battuta possono essere costituiti da gruppi di 5,6,7,8,9 più note, che sono denominati gruppi irregolari. Il primo accento di ogni gruppo dipenderà sempre dalla posizione che ha all’interno della battuta. La durata di un gruppo irregolare dipenderà sempre dallo spazio che occupa all’interno della battuta.
Particolarità ritmiche: sincope e controtempo
Questi due termini designano due modi abbastanza simili per spostare gli accenti all’interno di alcune battute di un brano musicale.
Quando un suono inizia su un movimento o un accento debole e si prolunga su un movimento o un accento forte, dà origine alla sincope.
In alcuni casi la sincope è facilmente riconoscibile: infatti, è rappresentata da una ritmica in cui sono presenti tre figure, delle quali la seconda è di valore maggiore rispetto alle altre due.

La successione di diverse sincopi dà origine al ritmo sincopato.

Si ha controtempo, invece, quando si verifica (in un movimento o in una componente di un movimento) l’alternanza di una pausa su un tempo forte e una nota sul tempo debole.

Abbellimenti e abbreviazioni
Con la parola “abbellimento” in musica intendiamo una nota o un gruppo di note, inserite in un brano per renderlo più ornato.
Gli abbellimenti sono cinque: appoggiatura, acciaccatura, mordente, gruppetto e trillo.
I primi due si rappresentano come notine, cioè note di dimensioni inferiori a quelle normali, mentre gli altri sono costituiti da disegni che stanno al posto di un gruppo, piccolo o grande, di note.
Note reali e note ausiliarie
Si definisce nota reale una normale nota con un preciso valore temporale.
Si definisce nota ausiliaria una nota di dimensione inferiori a quelle normali, che può avere un valore preciso, o variabile a seconda dello stile (e dell’autore) del brano musicale.
L’appoggiatura
È costituita da una piccola nota ausiliaria, posta davanti a una nota reale. Questa nota ha una durata precisa, determinata dalla sua raffigurazione.
L’appoggiatura toglie il proprio valore alla nota che la segue.

L’acciaccatura
Anche l’acciaccatura è costituita da una piccola nota, con l’aggiunta di un taglietto, che la caratterizza.
Va eseguita con la massima rapidità.
L’acciaccatura può togliere il valore alla nota che la segue (acciaccatura “in battere”) o a quella che la precede (acciaccatura “in levare”).

Il mordente
Indica il rapido susseguirsi della nota reale, della nota superiore e, nuovamente, della nota reale (mordente superiore) oppure della nota reale, della nota inferiore e della reale (mordente inferiore).

Il gruppetto
Può essere formato da tre, quattro o cinque note. La realizzazione tipica è data dalla successione delle note: superiore, reale, inferiore, reale (gruppetto superiore), oppure inferiore, reale, superiore, reale (gruppo inferiore).
Il gruppetto può anche essere tra due note.

Il trillo
È il rapido alternarsi di una nota reale con la sua superiore.
Il trillo deve sempre terminare con la nota reale.
La velocità di esecuzione delle note che lo compongono dipende dallo stile del brano.

Altre abbreviazioni di uso frequente: il tremolo e l’arpeggio.
Anche il tremolo può essere considerato un abbellimento, ma la sua esecuzione è costante, e non lascia spazio a interpretazioni. Consiste, come il trillo, nell’alternarsi di due note, ma la rapidità di esecuzione è indicata con rigore nello spartito. La frequenza nell’alternarsi delle note è indicata dal numero delle barrette poste tra una nota e l’altra; la durata del tempo è indicata da una delle due note.

Un’altra abbreviazione utilizzata con frequenza dai compositori è l’arpeggio. Per arpeggio s’intende il rapido sovrapporsi di note in successione.
Esecuzione prescritta tramite una serpentina verticale a sinistra dell’ accordo o anche tramite didascalia (arpeggiato).

Ritornelli musicali
Esistono due tipi differenti di ritornello:
- Il ritornello che fa ripetere tutto il brano musicale dalla prima all’ultima nota;
- Il ritornello che fa eseguire di nuovo solo una parte del brano stesso.
Il primo ritornello è costituito da due spezza battuta (il secondo di spessore maggiore del primo) con due puntini posti prima del primo spezzabattutte. Questo tipo di ritornello indica all’esecutore che tutto il brano va ripetuto per intero.

Se il segno di ritornello è invece posto all’inizio e alla fine del brano, indica che il frammento deve essere ripetuto.

Se a un certo punto di un brano musicale si trova la scritta “DC” (abbreviazione di “ da capo”), essa indica che lo spartito va eseguito da capo, fino al punto in cui dice “fine”.
Una funzione analoga è svolta dal segno che
indica da quale punto il brano musicale deve essere ripreso, per proseguire fino in fondo.

La notazione è un poco più complessa quando le ripetizioni non sono esattamente identiche, ma si differenziano per una o più battute finali.
Si usa allora il meccanismo del ritornello “1 e 2”.

- Si eseguono tutte le note fino al segno di ritornello.
- Si riprende il brano da capo, si saltano le battute (una o più) contrassegnata dal numero “1” e si passa subito alle note contenute nelle battute (una o più) segnate dal numero “2”.
Una notazione diversa segnala la ripetizione di un frammento, oppure di una o più battute.
Il segno “%”, all’interno di una battuta vuota, fa ripetere le note contenute nella battuta precedente.
Il segno “%” messo sulle spezzabattute tra due battute vuote, fa ripetere le due battute precedenti.
Il segno”/” su uno o più movimenti della battuta, fa ripetere le stesse note del movimento precedente.
